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Doppia Esposizione

Sollecitazione fotografica in rima teatrale

Progetto fotografico pluriennale a cura di Daniela Neri

Fotografia e teatro rappresentano due mondi distinti eppure strettamente confinanti, due diversi metodi di ricerca e di rappresentazione, due maniere di esporsi e di esporre, che hanno stabilito nel corso della storia un denso rapporto estremamente ricco di stimoli e di applicazioni, dalla fotografia teatrale in senso stretto alle diverse forme di “messa in scena” e di “performance”.
Nel teatro la comunicazione è affidata ad una pluralità di elementi: una storia, il suo racconto, il modo in cui gli attori la incarnano. In quanto esperienza sensoriale immediata però, il teatro è in modo particolare immagine, ma immagine transitoria in continuo mutamento. L’immagine ferma, statica, immutabile della fotografia sembrerebbe per questo in contrapposizione con il teatro. Ma è proprio questo rovescio a servirci da stimolo, e proprio l’apparente inconciliabilità è il terreno di indagine. A guidarci in questo percorso è la ricerca di principi comuni tra teatro e fotografia nella costruzione della visione dello spettatore, un tentativo di ri-trovare nella “posa” fotografica una qualità teatrale che scaturisca dalla composizione stessa dell’immagine.
Doppia Esposizione è un progetto esclusivamente fotografico che guarda il teatro con occhi diversi che non si fermano a rendere la semplice descrizione dell’evento, ma ne vogliono cogliere la struttura espositiva e ricreare nello scatto lo stesso movimento dello sguardo. Il titolo stesso, che evoca un procedimento di realizzazione fotografica in cui la pellicola viene esposta due volte a due immagini differenti, è anche un’allusione alla duplicità dell’esercizio e alla conseguente moltiplicazione delle produzioni di senso articolate tra le due arti. Nella tecnica della doppia esposizione la fotografia risultante mostra due immagini sovrapposte; nel nostro progetto vogliamo che a sovrapporsi siano le “qualità” che emergono e guidano l’osservatore all’interno della “scena”.
Gli elementi della rappresentazione teatrale verranno esplorati singolamente, estratti dal teatro per essere colti o ricollocati nella realtà. Il compito, che solo la fotografia può svolgere, è quello di isolare questi elementi e renderli riconoscibili, svelarli allo sguardo del pubblico. Cogliere la qualità dell’elemento teatrale nel flusso della vita.

Il progetto, nato nel 2008, si avvale della collaborazione di un coro di fotografi sensibili all’argomento, interessati a questo tipo di ricerca del tutto sperimentale, che hanno trovato avvincente lo stimolo e se ne sono appropriati, scegliendo di essere registi della propria rappresentazione.


Passo Uno- IL GESTO
foto di Daniela Neri

Passo Uno: IL GESTO

Hanno partecipato:
Andrea Fanetti
Natalie Krag
Costanza Maremmi
Leonardo Pasquinelli

2008

Passo Due - LA LUCE
foto di Daniela Neri

Passo DUE: LA LUCE

Hanno partecipato:
Laura Farneti
Daniele Vita

2009



PASSO TRE: lo spazio

Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano
.
Alda Merini, “Vuoto d’amore”

Spesso la composizione è davvero il mezzo migliore che un fotografo ha a disposizione per mostrare la complessità della vita; la struttura di un’immagine può suggerire la forma che diviene bellezza.
Robert Adams


Nell’atto di comporre un’immagine, il fotografo opera diverse scelte: la prima è l’inquadratura, che costruisce il punto di vista e decide cosa mostrare. L’atto di inquadrare delimita con precisione lo spazio che sarà ripreso e con lo stesso gesto esclude tutto il resto, che rimarrà all’esterno del campo visivo dell’osservatore.
Nel Teatro, lo spazio scenico è quel luogo in cui accade l’evento, è uno spazio delimitato, precisamente costruito, funzionale e accordato con ciò che si mostra. Lo spazio scenico accoglie e contiene, è il punto di partenza entro cui tutto si svolge.
Fotografia e Teatro hanno quindi un principio comune, inprescindibile e necessario: si compongono all’interno di uno spazio delimitato ma non limitante, entrambi mostrano un quadro, una sezione di spazio, aggiungono l’invisibile al visibile.
Lo spettatore, in entrambi i casi, può vedere solo quello che gli viene mostrato e lo fa attraverso la visione di qualcun’altro. Attende il proprio turno e ne subisce l’attrazione.
Lo sguardo dell’osservatore indaga lo spazio visibile e ne attraversa i piani, sfiora le pendenze, rimbalza e si accomoda fra le curve, segue percorsi dinamici o si blocca attendendo che si apra un varco, momento che può anche non arrivare mai, creando una sospensione.
Gli spazi rappresentati accolgono lo sguardo o lo escludono, si mostrano e mostrano, rivelano e nascondono, accolgono corpi, azioni e cose o ne tradiscono l’assenza.
Nelle immagini esposte si è cercato di aderire al principio spaziale che lega il teatro alla fotografia e viceversa, esplorando sia lo spazio fisico sia quello immaginario della “quarta parete”: quel muro invisibile eretto di fronte al palco, attraverso cui lo spettatore guarda lo svolgersi dell’azione nel mondo rappresentato, e che indica più genericamente il confine tra il mondo della finzione e il pubblico.
I corpi che occupano lo spazio del palco si rispecchiano sulla quarta parete, acquisendo la natura di immagini e la diafana corporeità dei fantasmi. Così, indugiando su questa superficie trasparente, lo sguardo del pubblico resta piacevolmente in equilibrio fra finzione, presenza e rappresentazione del reale.
La fotografia, pur essendo in qualche modo legata al reale, “non mostra la realtà, mostra l’idea che se ne ha” (Neil Lefer). Nei lavori presentati si è voluto ritrarre lo spazio come protagonista e soggetto dell’immagine: là dove lo sguardo può soffermarsi e abitare per un po’, sentendosi a proprio agio o volendone fuggire.

I fotografi di quest'anno: Francesco Giacchini, Daniela Neri, Aldo Soligno

Francesco Giacchini
foto di Francesco Giacchini
Daniela Neri
foto di Daniela Neri
Aldo Soligno
foto di Aldo Soligno